Federica Bognetti pensa a VerandaRabbit nella primavera del 2010 come progetto 
nel quale far confluire la sua ricerca teatrale. Veranda Rabbit indaga il rapporto tra testo, musica e scrittura scenica ed è interessata alle nuove drammaturgie.

Durante la realizzazione dello spettacolo musicale “Bar Blues”  inizia la collaborazione 
con i musicisti Emiliano Vernizzi, Alessandro Sgobbio, Gabriele Anversa, Matteo Ravizza 
e il progetto muove i suoi primi passi. 

Il percorso di CompagniaVerandaRabbit prosegue con la regia di “Opera Popolare Interinale” scritta da Francesco Camattini, un reading musicale sul precariato dei nostri giorni. 
Da questo spettacolo nasce la collaborazione con il cantautore per la realizzazione 
di un nuovo progetto “In Carne e Wireless” che debutta a Milano nel febbraio 2012.

“Il Giardino - anatomia di una notizia -” scritto da Maria Teresa Berardelli debutta 
a marzo del 2014.   

Alcuni tra i colleghi con i quali Federica Bognetti collabora: il cantautore Francesco Camattini, la coreografa Lara Guidetti, la drammaturga Maria Teresa Berardelli, gli attori Andrea Tibaldi,  Greta Zamparini, il poeta e attore Alessandro Prioletti.

CompagniaVerandaRabbit si avvale del lavoro della light designer Claudine Castay che firma le luci di tutti gli spettacoli; del tecnico del suono Andrea Rovacchi; del lavoro grafico pittorico di Alessio Tibaldi; delle fotografe Simona Monfrinotti, Valentina Sala e Astrid Cardi; 

Il sito accoglie una pagina dedicata a Variegato all’amore spettacolo ispirato al mondo del varietà ideato e diretto dall’attore Andrea Tibaldi.


Manifesto poetico
“Il mio mestiere è quello di raccontare storie agli altri. 
Devo raccontarle. Non posso non raccontarle. Racconto storie di altri ad altri. 
O racconto storie mie a me stesso o agli altri. Le racconto su un palco di legno con altri esseri umani, in mezzo a oggetti e a luci. Se non ci fosse il palco di legno le racconterei per terra, in una piazza, in una strada, in un angolo, a un balcone, dietro una finestra. Se non ci fossero esseri umani assieme a me le racconterei con pezzi di legno, brandelli di stoffa, carta ritagliata, latta, con qualsiasi cosa esista al mondo. Se non ci fosse niente, le racconterei parlando ad alta voce, se non avessi voce parlerei con le mani, con le dita. Se non ci fossero le mani e le dita le racconterei con il resto del corpo. Racconterei muto, racconterei immobile, racconterei attraverso i fili, dentro uno schermo, dentro una ribalta. In qualsiasi modo racconterei, perché l’importante per me è raccontare le cose ad altri che le ascoltano...”
Giorgio Strehler

HomepageBar%20Blues.htmlGabriele%20Anversa.htmlIn%20Carne%20e%20Wireless2.htmlIl%20Giardino.htmlAndrea%20Tibaldi.htmlAlessandro%20Prioletti.htmlClaudine%20Castay.htmlVariegato.htmlHomepage.htmlshapeimage_1_link_0shapeimage_1_link_1shapeimage_1_link_2shapeimage_1_link_3shapeimage_1_link_4shapeimage_1_link_5shapeimage_1_link_6shapeimage_1_link_7shapeimage_1_link_8